| Pensiero del 2010-07-25 |
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| Scritto da Don Virginio Moro |
| Mercoledì 28 Luglio 2010 13:27 |
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Carissimo, / ricòrdati di Gesù Cristo, / risorto dai morti, / discendente di Davide, / come io annuncio nel mio Vangelo, / per il quale soffro / fino a portare le catene come un malfattore. / Ma la parola di Dio non è incatenata! «Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto» perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: / Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; / se perseveriamo, con lui anche regneremo; / se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; / se siamo infedeli, lui rimane fedele, / perché non può rinnegare se stesso. (2Timoteo 2,10)
Paolo vive profondamente collegato con i credenti in Cristo, al punto da non badare più a se stesso e a quanto gli potrà capitare, Non si attarda a lamentarsi e recriminare, perché ha di mira solo il vero bene di tutti e per questo non vuole risparmiarsi. Dona tutto, anche le sofferenze e le catene dovute al Vangelo, sapendo che tutto diventa radice e alimento per la fede di nuovi cristiani. E' totalmente coinvolto nella causa del Regno e la sua vita quindi è piena di passione e di energia che gli permettono di superare tutti gli ostacoli. E' un esempio impressionante di come la vita del Vangelo possa trasfigurare una persona rendendola luminosissima. |



