| Pensiero del 2010-07-28 |
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| Scritto da Don Virginio Moro |
| Mercoledì 28 Luglio 2010 13:32 |
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Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, «Almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono» (Luca 11,)
Non si potrebbe pensare ad un esempio più efficace per descrivere questa caratteristica della preghiera. Si tratta davvero di essere insistenti fino all'invadenza, come sanno fare benissimo i bambini quando fanno piangono e sanno che alla lunga otterranno quello che chiedono. Il motivo appare semplice: l'insistenza stringe il rapporto, crea un legame più forte, obbliga in certo modo a guardarsi negli occhi. Ed è proprio quello che Dio vuole che facciamo con Lui. Per la nostra vera gioia. |



